Scheggi Paolo

Paolo Scheggi ( Firenze, 1940 – Roma, 1971 ) si forma all’Istituto Statale d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia a viaggiare tra Londra e Roma dove conosce le opere di Mondrian e Arp e si dedica agli studi filosofici. Fonda la rivista “Il Malinteso”, presentata da Sartre, in cui avviene un confronto sui problemi del linguaggio plastico. Scheggi va oltre le esperienze del cubismo, dell’informale europeo aggiungendo i riferimenti a categorie del pensiero che diventano elementi di linguaggio creativo: pieno – vuoto, dentro – fuori, addizione – sottrazione, affermazione – negazione. Le sue opere sono definite da tagli, buchi, incavi e ondulazioni della materia, incastri e sovrapposizioni di tele creando effetti di profondità moltiplicata. A questo si aggiunge il monocromo che diventa filo rosso della sua ricerca entrando in contatto con gli esponenti dei linguaggi programmati e cinetici come Castellani, rielaborando lo spazialismo di Fontana. Nel 1965 partecipa ad Art Rental al Museum of Modern Art di New York e l’anno successivo, a soli 26 anni, è alla Biennale di Venezia. Forte è negli ultimi anni di lavoro la tensione concettuale dovuta anche al legame con Agnetti, per poi aggiungere alla sua ricerca i tentativi di integrazione plastica dell’architettura con la quale Scheggi vuole trasformare letteralmente gli ambienti, ponendo sempre più attenzione alle relazioni tra pubblico, opera e contesto ambientale.

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