Bonalumi Agostino

Agostino Bonalumi (Vimercate, 1935 – 2013) è un pittore italiano. Gli studi tecnico-meccanici non gli impediscono accese frequentazioni artistiche che lo portano ad avvicinarsi attivamente a Baj, Fontana, Manzoni e Castellani. Collaboratore storico della rivista Azimuth – che auspica l’azzeramento totale della precedente cultura artistica in favore di un nuovo felice inizio in linea con il coevo progresso sociale – si rende portavoce di tali ideali attraverso l’uso di tele monocrome (spesso bianche) estroflesse con varie tecniche in modo da creare effetti di chiaro/scuro cangianti al mutare dell’inclinazione della sorgente luminosa. Rispetto ai suoi compagni, Bonalumi opta per l’utilizzo di sagome di metallo e legno inserite dietro la tela. Le strutture che vengono individuate, per certi versi in relazione con le contempearanee esperienze delle shaped canvas americane, si collocano nell’ambito della nuova stagione dell’astrattismo. L’importanza del suo apporto alla storia dell’arte è dimostrata dalla sala perrsonale alla Biennale di Venezia del 1970, rassegna alla quale aveva già partecipato nel 1966.

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