Boetti Alighiero

Alighiero Fabrizio Boetti (Torino 1940 – Roma 1994) è stato un artista concettuale italiano. Dopo un esordio legato all’Arte Povera – movimento che gli apre la strada per una totale libertà espressiva ma dal quale si distacca precocemente (1969) – dalla fine degli anni Sessanta prendono il sopravvento nella sua ricerca elaborazioni di matrice concettuale. In questa linea si inseriscono i lavori sullo sdoppiamento, sulla simmetria, sulla moltiplicazione. Le opere incentrate sui codici di classificazione, come numeri, carte geografiche e alfabeti, sono realizzate con grande varietà di materiali e tecniche, evocatrici di antiche manualità artigianali: tra le tante, l’esecuzione dei suoi molteplici Arazzi o delle Mappe del Mondo, affidata dall’artista a manifatture afghane conosciute durante i suoi numerosi viaggi in Medio Oriente. L’idea rivoluzionaria della sua arte è quella di proporre – a sé stesso e alle persone che coinvolge – dei sistemi e degli schemi prestabiliti nei quali agire. Parallelamente, materie come la geografia, la matematica, la geometria assumono il ruolo di piattaforme privilegiate per l’attuazione delle proprie scelte che hanno il principale scopo di mettere radicalmente in discussione il ruolo tradizionale dell’artista, interrogandosi sui concetti di serialità, ripetitività e paternità dell’opera d’arte.

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